Quando finisce un amore?

L’amore è eterno finché dura”, titolava così un famoso film di Carlo Verdone.

Quando si dà inizio o si vive una relazione sentimentale si tende a non pensare che questa, nel tempo, possa finire, perché nell’immaginario comune l’amore, quello autentico, dura per sempre. Una credenza forse un po’ romantica destinata a scontrarsi con la realtà, una realtà che invece dimostra che l’amore, nella vita, può finire e possono confermarlo in molti.

Non sempre però è così facile capirlo e, ancora più difficile, accettarlo.

 

images (1)La realtà insegna anche che l’amore, per usare un vecchio adagio, “non è sempre tutto rose e fiori”, ma spesso riserva momenti particolarmente difficili, fatti di incomprensioni, litigi e silenzi. Anche in questo caso non è facile capire quando queste difficoltà rappresentano una crisi passeggera o quando invece, sono i primi indizi di un malessere di coppia.

 

Inizialmente i partner tendono a sottovalutare alcuni segnali (come la routine o il calo fisiologico del desiderio), riconoscendoli come “normali” all’interno di un rapporto di lunga durata. Questa identificazione porta a giustificare, a sopportare, ad aspettare e a non pensare e quello che molto spesso impedisce una lettura dei segnali come indizi di un malessere di coppia è la paura: la paura della sofferenza che questo potrà provocare a tutte le persone coinvolte.

 

images (2)Ogni relazione racconta una storia d’amore differente, con un’evoluzione, un vissuto e con protagonisti diversi. Per lo stesso principio, i motivi che portano le relazioni ad esaurirsi, anche se a volte possono sembrare simili, non sono mai uguali tra loro. In alcuni casi c’è un motivo scatenante (uno per eccellenza è il tradimento) che, innescando tutta una serie di reazioni, conduce ad una chiusura netta. A volte invece c’è una sensazione di malessere, una percezione di insoddisfazione che porta alla messa in discussione della relazione stessa. Considerare l’ipotesi che l’amore che si provava per una persona potrebbe essersi esaurito è destabilizzante e spaventoso, soprattutto quando sulla relazione si era investito molto, in termini di emozioni, di speranze, di aspettative, di impegno e di tempo.

Per ascoltare realmente i segnali ci vuole coraggio, per leggerli correttamente è necessario osservare le cose con sincerità e guardare alla coppia con estrema onestà. In questa prospettiva è utile porsi delle domande, per fare chiarezza e per capire se la storia d’amore che stiamo vivendo è (ancora) in linea con il nostro sentire e con i nostri desideri. Molte delle domande saranno dolorose, perché a volte la verità fa male. Del resto prendere consapevolezza dell’andamento della relazione vuol dire farsi carico del peso delle risposte.

 

Quando finisce un amore? Quali sono i campanelli d’allarme?

Quando si ha la sensazione che la relazione non nutra più i nostri bisogni.

Quando si sceglie una persona inconsapevolmente la si sceglie in base alla capacità che questa ha di nutrire i nostri bisogni più profondi in un determinato momento della vita, come per esempio il bisogno di appartenenza o di sicurezza. Questo avviene ovviamente senza considerare che la persona che scegliamo (e che a sua volta sceglie noi per nutrire i suoi bisogni) è in constante mutamento, come lo siamo noi. E’ quindi possibile che al mutare dei nostri bisogni e dei nostri desideri non corrisponda un cambiamento del partner (e viceversa) e questo comporta una serie di adattamenti e ridefinizioni sia personali che di coppia. Se quello che cerchiamo nell’altro non è più quello che troviamo nella persona che abbiamo accanto è necessario chiedersi se la relazione che abbiamo in questo momento è davvero quella che desideriamo, quella che ci arricchisce nel profondo. Se vogliamo qualcosa di diverso forse non siamo nel posto giusto.

Quando, dopo aver tanto parlato, si fa difficoltà a comunicare ed ad ascoltarsi.

All’inizio di una relazione si parla tanto, di tutto, ovunque e lo si fa con la curiosità della scoperta e della non conoscenza. Si parla per raccontarsi e si ascolta per conoscersi. La comunicazione è sempre un buon termometro della salute di coppia perché è indice di disponibilità e apertura verso l’altro. Quando si smette di parlare la relazione ne risente, in termini di intimità, vicinanza e condivisione, perché smettere di parlare è un po’ come smettere di interessarsi all’altro. E’ necessario quindi chiedersi da cosa origina la difficoltà comunicativa che percepite. “Quando abbiamo smesso di parlare? E perché?”

Quando si ha più confusione che chiarezza rispetto ad un progetto comune

Nelle relazioni, soprattutto in quelle di lunga durata, si costruisce nel tempo un progetto di vita comune, condiviso e alimentato da entrambi i partner. Può accadere però che uno dei due, in un momento indefinito del cammino, non senta più di aderire perfettamente a quel progetto. Molti possono essere i fattori da cui origina la confusione: la consapevolezza che forse ci sono differenze troppo inconciliabili, la percezione di un calo dell’entusiasmo o della motivazione, l’insicurezza rispetto alla presa di decisioni importanti. Quando la relazione smette di essere una risorsa su cui poter contare e un posto sicuro in cui poter essere onesti e in cui poter essere completamente se stessi, quando entrambi i partner smettono di consultarsi in merito alla creazione di una realtà comune che soddisfi le esigenze di ambedue, è necessario chiedersi in che misura la confusione percepita si allinea o si discosta dal nostro sentire.

Quando l’altro è distante emotivamente e fisicamente

Quando in una relazione viene a mancare la presenza lo si percepisce immediatamente. Interrompere le forme di comunicazione, sia quella affettiva che quella sessuale mette immediatamente una distanza, apre quasi un fossato. Limitare i contatti, smettere di cercarsi, smettere di fare sesso, sono tra i primi campanelli dall’allarme che avvertiamo e sono molto difficili da silenziare perché vanno ad incidere fortemente sulla dimensione del piacere.

Per ascoltare e riconoscere i segnali è necessario fermarsi per capire che cosa sentiamo, che cosa ci dicono il nostro cuore e il nostro intuito, perché non possiamo ignorare le sensazioni.  Successivamente è necessario fare un’analisi onesta della relazione, per capire se stiamo andando esattamente dove vogliamo andare. Lasciarsi fa male, è un dato di fatto, ma portare avanti una relazione che non funziona fa ancora più male.

 

Articolo a cura della Dott.ssa Nicoletta Remiddi

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